Death, Temporary Heading

Ideazione e regia
Riccardo Mallus
con
Letizia Bravi, Marco De Francesca, Martina Drigo,
Francesco Martucci, Betti Rollo
drammaturgia
Giulia Tollis
sound design
Gianluca Agostini
stage design
Stefano Zullo


Death, temporary heading
è un’indagine scenica sul mistero della morte.

Le ispirazioni e i riferimenti per la creazione arrivano dalle arti: pittura, scultura, fotografia, musica, danza, poesia. L’obiettivo è comporre uno spettacolo a metà tra un quadro in movimento e un concerto fatto di teatro, danza, musica e canto. Un concept album sonoro e visivo composto da immagini, canzoni, partiture fisiche, frammenti poetici, che tra loro si richiamano per assonanza o dissonanza. Nell'architettura del concept album, ogni traccia è in rapporto meta-poetico con le altre; i titoli si completano per addizione o sottrazione, concorrono a far esplodere un unico tema servendosi di contenuti e linguaggi diversi. È lo spettatore a dover tracciare il senso, la direzione nella quale farsi attraversare dalle proposte poetiche ed estetiche della performance. Le parole sono sostituite da una materia linguistica altra che sia portatrice di suono, di immagine e di poesia prima che di significato: un poli-linguismo che impedisca di rendere l’oggetto misterioso – la morte -  un semplice argomento, qualcosa di cui si può tranquillamente parlare, che si può spiegare.

Dal punto di vista filosofico l'indagine si nutre dell'opera di due intellettuali che in diversi modi hanno affrontato il mistero della morte: Vladimir Jankélévitch ed Elias Canetti.
Jankélévitch, nel libro La mort – raccolta di lezioni pubbliche che il rivoluzionario pensatore francese tenne alla Sorbonne tra il 1957 e il 1959, permette di mettere a fuoco il punto in cui la morte smette di essere un evento e diventa un mistero. Canetti - narratore, drammaturgo, saggista e aforista bulgaro (naturalizzato britannico, ma di lingua tedesca), nel suo Das Buch gegen den Tod  (Il libro contro la morte) propone un arsenale sterminato di visioni e provocazioni nel tentativo di affrontare la morte da pari a pari, non come un mostro al quale si può solo cedere, ma come un mostro che si può combattere, anche con le armi dell’arte.